In questi giorni, ho assistito in religioso silenzio alle giuste e sacrosante voci di protesta che, da più parti, l'una dopo l'altra, si stanno sollevando nel momento in cui da parte dell'Azienda Sanitaria BN 1 si è paventato il trasferimento del reparto di psichiatria dall'attuale quarantennale ubicazione logistica presso un padiglione dell'A.O. "Rummo" addirittura all'estremo limite della provincia sannita e, con precisione, a S. Agata dei Goti.
Le mie lotte di questi anni per rendere più dignitosa l'assistenza ai sofferenti psichici, per le quali ho ingiustamente, così come è noto ai più, pagato un prezzo altissimo, mi avevano indotto, ormai stanco, a rassegnare le dimissioni. Il grido d'allarme, così come, a più riprese, riportato in questi giorni dalla stampa scritta e parlata, sia da parte dei familiari dei pazienti che degli operatori del settore, con molti dei quali ho condiviso trent'anni di attività, mi hanno indotto a fermarmi, a non tirarmi indietro ed essere, ancora una volta, al loro fianco per denunciare, a viva voce, tutte le inqualificabili storture della sanità qui da noi la cui politicizzazione ha raggiunto limiti indecorosi che richiedono, una volta per sempre, l'intervento di tutte le intelligenze libere del nostro territorio. Il Direttore Generale dell'ASL BN 1, Bruno De Stefano, trapiantato nella nostra terra per volontà di chi ben conosciamo, coadiuvato dal Direttore Sanitario, Tommaso Zerella, dello stesso gruppo di potere, politico si intende, non possono permettersi l'ardire di risolvere tutti i buchi della malasanità sannita risparmiando, a loro dire, pochi spiccioli sulla pelle di chi è costretto a subire le vicissitudini della quotidiana sofferenza psichica. Ecco perchè sono pronto a scendere in campo, a denunciare, l'una dopo l'altra, tutte le storture ed essere, così come ho fatto, da medico dalle mani pulite, a fianco dei pazienti e dei lavoratori, disposto ad ogni tipo di lotta chiedendo, nel contempo, l'intervento immediato del Prefetto, del Presidente dell'Amministrazione Provinciale, nonchè del Sindaco.
Dalle statistiche degli ultimi decenni risulta, senza tema di smentite, che l'80% dei pazienti che costretti al ricovero appartengono al circondario della nostra città e, quindi, è impensabile solo pensare che uno psicotico, in piane crisi di agitazione, debba essere portato a S. Agata dei Goti.
Il cui trasporto, tra l'altro, richiede un notevole impiego di operatori sanitari, nonché di vigili urbani, il cui numero carente è ben noto, che, per legge, devono adempiere all'istituto del trattamento sanitario obbligatorio. La geniale trovata dei vertici dell'ASL fa, comunque, sorgere un dubbio. E quando il dubbio si insinua in un ognuno di noi, talvolta, per quanti sforzi si facciano, è sempre oltremodo difficile rimuoverlo.
Non è che questo progetto scellerato abbia qualche altro fine riconducibile all'attuale momento politico che il nostro territorio attraversa? Allora, la vicenda assumerebbe toni ben più gravi in quanto per colpire me, come già è stato tentato qualche anno fa, ci si scaglierebbe contro i malati. Il ricorso alla Magistratura, nella quale ho sempre creduto, mi vide vittorioso contro i potenti di turno e, quindi, non vorrei dovervi far ricorso, ancora una volta, per smascherare i soliti registi occulti, si fa per dire, per questi ed altri motivi. Credo sia opportuno che, una volta per sempre, i presunti padroni del nostro territorio, considerando quanto si è verificato in questi anni, mettano a frutto la ragione ormai del tutto smarrita. Una volta per sempre.
Giuseppe De Lorenzo
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